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Pupi bolognesi

2026-05-22 11:10

Belysario

Pupi bolognesi

Mi sono imbattuto in questo libro di Pupi Avati piuttosto interessante dove l’autore mescola questo suo “rinnamoramento” per la moglie Amelia con la s

Mi sono imbattuto in questo libro di Pupi Avati piuttosto interessante dove l’autore mescola questo suo “rinnamoramento” per la moglie Amelia con la sua vita, gli incontri, le difficoltà, le grandi illusioni. Qui ho imparato che “il Pupi” era un fenomenale venditore di surgelati Findus e rifacendoci alle simbologie astrologiche, il cibo è governato da Giove/Pesci/Sagittario e il surgelato è dominio di Saturno. Sul cibo le corrispondenze con il Tema Natale di Pupi Avati sono abbondanti, con Venere in Sagittario e Luna in Pesci, mentre Saturno lo si può osservare in Nono Campo (Sagittario) e in un largo trigono con Venere. Avati è uno Scorpione, ascendente Leone con un fortissimo Mercurio sempre in Scorpione. Nel libro si leggono gli insuccessi cinematografici, le grandi delusioni, le difficoltà nell’inserirsi nella Bologna rossa di quegli anni. L’opposizione Sole Urano effettivamente causa rovesci improvvisi, ma anche trionfi altrettanto imprevedibili. Prima di affermarsi come “tra i grandi registi italiani” ha dovuto vendere molti surgelati. Anche la sua passione per il mistero deriva senz’altro dai pianeti in Scorpione e dal forte Marte. La casa dalle finestre che ridono (che finalmente lo consacrò al cinema) mi ha permesso di diventare un fan del Pupetto bolognese. Infatti pochi anni dopo mi sono ritrovato dentro la villa dove si era svolta la maggior parte del film, in una danza a quattro tra il mare e le valli. Non ho visto tutti i film di Pupi Avati (son veramente tanti) e dopo “Il cuore grande delle ragazze” avevo percepito che stava iniziando una parabola discendente e mi sono fermato pure io. Nel libro Avati inserisce dei lunghi tratti dove scrive della vecchiaia, più che altro delle sue noie che della saggezza che dovrebbe conferire. Se vi capita di leggerlo, anche se non siete un fan di Pupi, troverete una scrittura piacevole, scorrevole e un contenuto di storie personali e riflessioni intime senz’altro degne di un grande regista.

 

«Il mio sogno era diventare un grande clarinettista jazz. Ma un giorno nella nostra orchestra arrivò Lucio Dalla. All'inizio non mi preoccupai più di tanto, perché mi pareva un musicista modestissimo. E invece poi ha manifestato una duttilità, una predisposizione, una genialità del tutto impreviste: mi ha tacitato, zittito, messo all'angolo. Io a un certo punto ho anche pensato di ucciderlo, buttandolo giù dalla Sagrada Familia di Barcellona, perché si era messo in mezzo tra me e il mio sogno” (da Wikipedia o Enciclopedia Galattica)

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